Un colore per ogni emozione

Nero di rabbia, una fifa blu, verde dall'invidia o bianco di paura...

Le emozioni sono associate ai colori, per grandi e piccini. Imparare a riconoscerle, chiamandole per nome, aiuta a comprendere meglio se stessi e a gestire i propri stati d'animo.

 

Ne abbiamo parlato con la dottoressa Adriana Orlando, psicologa e coordinatrice del nido dell'aeroporto militare “Francesco Baracca” di Roma.

 

 

 

Dottoressa, perché quando parliamo delle emozioni le associamo ad un colore?

I colori sono uno strumenti base per lo sviluppo di creatività e curiosità. Tramite i colori riusciamo a rappresentare non solo la realtà che ci circonda ma anche la nostra personalità. Spesso sono proprio i colori ad aiutarci ad esprimere le emozioni e le sensazioni che proviamo: “vedo tutto rosa”, “è una giornata nera”, “sono rosso di rabbia”, “sono verde d'invidia”, sono tutte espressioni di uso comune. Per questo è importante stimolare i bambini ad osservare e conoscere il proprio stato d’animo, per aiutari ad acquisire la capacità di esprimersi con i vari linguaggi. Condividere le emozioni aiuta a capire che non si è soli, non si è soli nemmeno a provarle e che insieme si possono affrontare.

 

Quindi coi colori possiamo insegnare ai bambini ad esprimere le emozioni...

Lo psicologo americano Paul Ekman, ha confermato che le emozioni fondamentali vengono espresse universalmente, cioè da tutti in qualsiasi luogo, tempo e cultura attraverso modalità simili. Imparare a conoscere le proprie emozioni tramite i colori, comprenderle, separarle e identificarle permette di conoscere meglio se stessi per costruire un ponte coi desideri e i bisogni più profondi di ogni individuo. L’educazione alle emozioni e ai sentimenti può essere un valido antidoto a tutti gli stati d'animo distruttivi e violenti: chi è capace di distinguere e comprendere ciò che prova, lo può gestire con più facilità. A tal proposito vengono ideati proprio dei percorsi di “laboratorio del colore”, per insegnare le emozioni ai bambini mediante i colori.

 

I colori scelti per raccontare le emozioni sono uguali per tutti i piccoli?

Sì, sono uguali per tutti i piccoli poiché la psicologia dei colori descrive il significato oggettivo delle varie tonalità, selezionando il colore per scoprire le sue caratteristiche psicologiche. Secondo le teorizzazioni degli studi, in genere le associazioni "colori-emozioni" sono piacevoli o spiacevoli. In linea di massima, i colori caldi (giallo, arancione e rosso) sono aggressivi, irrequieti o stimolanti e positivi, mentre quelli freddi (violetti, blu e verdi) sono negativi, scostanti e riservati, tranquilli o sereni. I colori, quindi, a seconda della tonalità considerata, evocano non solo differenti emozioni ma esprimono anche un’ampia gamma di sentimenti che spaziano da un polo positivo ad uno negativo, abbracciando la complessità dei vissuti psichici connessi a un determinato colore.

 

Coi colori ci possiamo orientare con le emozioni dei nostri figli, ma per i bambini quali sono i colori che corrispondono agli stati d'animo?

Lo stato d'animo dei bambini viene rilevato coi colori. Il colore ci trasmette effetti psicologici ed emotivi. Solitamente ai bambini vengono presentati e spiegati solo sei colori che saranno associati alle emozioni. Sei: come sono le emozioni standard universali che conosciamo. Attraverso l'alfabeto delle emozioni il bambino impara che:

Rosso = rabbia

Giallo = gelosia

Arancio = felicità

Verde = invidia

Grigio = tristezza

Bianco = paura

 

Anche i genitori, a casa, possono chiedere al bambino di raccontare il proprio mondo interiore con disegni e colori?

I genitori, attraverso il colore, possono entrare in contatto con il vissuto interiore del bambino. Sono molti i percorsi che si possono ripetere con mamma e papà. Basta lasciare spazio ai bimbi per esprimere, attraverso il disegno, i propri sentimenti in un luogo apposito, protetto e sicuro. Oltre ai disegni, i genitori possono anche inventarsi dei mini laboratori “fai da te” con le emozioni, usando scatoline o barattoli. Si possono raccontare delle storie ai propri figli, poi sollevare il coperchio ad ogni emozione nominata e liberarla fuori dalla finestra. Questo gioco suscita nei bambini molta curiosità ma soprattutto molte domande.

 

Un disegno dai colori cupi forse potrebbe allarmare mamma o papà. In tal caso un genitore cosa deve fare per dare una giusta interpretazione?

Capita spesso che coi colori a disposizione il bambino usi tonalità più scure rispetto a quelle chiare, ma si può chiedere e discutere insieme al bimbo cosa ha disegnato. L'importante è non trarre conclusioni affrettate e non interpretare ciò che accade senza una guida. Se i bambini fanno disegni dai toni e dai contenuti cupi, non ci si deve spaventare a meno che, insieme ad altri segnali di disagio manifestati, i piccoli non scelgano di esprimere un malessere proprio attraverso il disegno. In questo caso, meglio non dire nulla al bambino, per evitare possibili interpretazioni che possono agitarlo, ma integrare gli sguardi e raccogliere informazioni dalle educatrici, dai nonni e altre persone che conoscono il bambino e, solo se necessario, rivolgersi a un esperto.


Scrivi commento

Commenti: 0