Multicultura e Intercultura

Il Nido integra le diverse culture presenti nella struttura, progettando esperienze che stimolino l’arricchimento e la conoscenza l’uno dell’altro offrendo l’opportunità di riflettere sull'intercultura intesa nei luoghi educativi come l’insieme di quelle opportunità che si possono mettere in campo nell'accoglienza e nei processi d’integrazione dei bimbi. Presentare i fondamenti della cultura occidentale, il contributo che ad essa è venuto dalla tradizione classica, liberale e altre che hanno fecondato l’Italia stanno a fondamento della gestione dei servizi: il valore inviolabile della persona, la parità tra uomo e donna, la democrazia, la laicità. È compito degli educatori proporre la condivisione di questi principi. La presenza di culture “altre”, di cui sono portatori gli immigrati che hanno messo radici tra noi, è un patrimonio che può portare una grande ricchezza. Il nido è il luogo privilegiato in cui questa condivisione forte può essere costruita. Oggi più che mai va riscoperto il valore autentico della parola “identità”: essa contiene gli elementi fondativi di un popolo e, insieme, la capacità di aprirsi all'incontro con l’“altro da sé”: solo dall'incontro tra l’io e il tu può nascere un “nuovo noi”, una identità arricchita. La costruzione di questa identità arricchita – come capacità di con-vivere – è la sfida con cui è chiamata a misurarsi un servizio sempre più multietnico. L’integrazione come arricchimento reciproco tra persone portatrici di culture e tradizioni diverse si costruisce attraverso spazi di dialogo e lavoro condiviso. Infatti, incontrarsi tra genitori con lo scopo di costruire assieme qualcosa per i propri bambini facilita il dialogo e l’accoglienza reciproca. Si rivelano utili i momenti di lavoro tra adulti: gli incontri e gli appuntamenti previsti all'interno dei laboratori. Il termine Multiculturale, come è stato definito dal Consiglio d’Europa nella Conferenza di Rotterdam del 1987, descrive un ambito, un contesto mentre il termine Interculturale descrive un’azione. Multiculturale è una situazione nella quale esistono diverse culture, endogene o esogene. Si concorda ormai sul fatto che ogni società è per definizione multiculturale, essendo un agglomerato di culture diverse che si basano su differenze dovute al genere, alle generazioni, agli strati sociali. Il puro fatto di vivere in una società multiculturale porta a possibili conflitti e solo dalla consapevolezza di questa accentuata condizione multiculturale nasce il bisogno dell'Intercultura, che è azione e ricerca di un’apertura. Superata la prima fase nel rapporto con “l’altro”, dove spesso solo il diverso è oggetto di attenzione e intervento, si muove verso un’educazione interculturale tramite progetti rivolti sia ai bambini e alle loro famiglie che agli educatori, mirando ad una crescita culturale sui temi della convivenza democratica e della solidarietà.

 

Obiettivi delle attività interculutrali

Rispetto ai temi dell'intercultura, il nido diviene un ambiente privilegiato per trasformare e sostenere la curiosità dei bambini attraverso piccole esperienze riguardo a se stessi ed al confronto positivo con gli altri. Su queste premesse, gli obiettivi da conseguire sono:

  • accogliere i bambini in un clima sereno e attento alle relazioni interculturali, sia in senso intergenerazionale, tra il mondo adulto e quello infantile, sia rispetto alle possibili provenienze culturali;
  • offrire al bambino uno spazio educativo integrativo e collaterale a quello familiare e scolastico dove poter giocare e stare insieme con altri bambini, favorendo la socializzazione e l’interazione sociale in un ambiente non competitivo;
  • sensibilizzare al rispetto e all'apprezzamento delle differenze; coinvolgere le famiglie in una logica di conoscenza ed apertura.

Approccio e percorsi

Parlando di intercultura dentro un nido per l’Infanzia è importante capire che più dei bambini, sono gli adulti ad avere “bisogno” di attività mirate, dove per adulti si intendono tanto le famiglie quanto gli educatori. Infatti più che di attività, ciò che è necessario è creare un clima interculturale, ovvero un contesto che non sia etnocentrico, in cui tutti hanno da contribuire con il proprio retaggio (talvolta molto diverso, talvolta anche più simile di quanto generalmente non sia percepito).

Questo clima si può ottenere soltanto attraverso tre principali linee direttive.

  • La cura degli spazi, ovvero utilizzare materiali familiari anche per le famiglie straniere che frequentano il nido pur nel rispetto dei criteri pedagogici e di sicurezza (ad esempio, possono essere utili elementi decorativi come tappeti od arazzi se la provenienza è Nord-africana).
  • Il coinvolgimento della famiglie: questo è un aspetto essenziale. Nessuno più delle famiglie può portare nel nido la cultura straniera ed integrarla (in un’ottica di reciprocità) con quella autoctona. Sarà quindi opportuno curare la partecipazione attiva di questi genitori alla programmazione, al fine di far loro comprendere ed accettare il metodo di presa in carico, ma anche e soprattutto, comprendere quali spunti possono offrire per la cura e gli accorgimenti nella presa in carico dei loro figli.
  • La formazione/preparazione degli educatori: è evidente che il percorso di creazione di un clima interculturale non può essere cristallizzato e dipende sostanzialmente dalla componente straniera presente nel Servizio. Si tratta quindi di un percorso fortemente variabile, che l’educatore deve essere in grado di leggere e trasformare in risorsa; ma per questo l’educatore deve essere adeguatamente formato.