Pet Therapy: gli animali che fanno bene all'uomo

I francesi la chiamano “mediazione animale”, noi Pet Therapy ma entrambe le definizioni sono corrette perché gli animali sono davvero degli ottimi mediatori per il benessere di tutti. Claudia Orieti, responsabile progetti educativi di Arca dei Camaleonti ci spiega cos'è e come si svolge la pet therapy coi bambini.

 

Cos’è la pet therapy e come funziona?

La pet therapy è l'uso dell'interazione uomo-animale a fine terapeutico. Non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca le terapie tradizionali. Lo scopo della pet therapy è quello di facilitare l'approccio medico e terapeutico delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La pet therapy va però distinta dalle attività educative con l'ausilio dell'animale (Pet Education), che non hanno un obiettivo medico da raggiungere, non c'è una terapia prescritta dal medico, ma sono laboratori in cui la persona viene a contatto e interagisce con l'animale. Queste attività educative aiutano a raggiungere ottimi obiettivi: incentivano all'attenzione e alla comunicazione, migliorano la socializzazione, prevengono lo stress, favoriscono la conoscenza di se stessi e il rispetto verso il diverso ...

 

Gli animali hanno un potere terapeutico vero e proprio?

Certo che sì! Basta pensare che chiunque possegga un animale non lo considera come un oggetto ma come un soggetto che ha la sua personalità e i suoi bisogni, con il quale instaura un rapporto affettivo come quello che si ha in famiglia o con i propri amici. Questo ci fa capire l'influenza di un animale nella nostra vita capace di instaurare legami affettivi puri, che non hanno doppi fini, gelosie o invidie. Sono legami che l'uomo cerca e di cui ha bisogno essendo un animale socievole!

 

Quando viene praticata negli asili nido quali sono gli obiettivi a cui mira? Quali sono i benefici che ne traggono i bambini?

"Giocando si impara" ed è proprio vero! Nel gioco, l'animale diventa un ausilio importante per il normale sviluppo emozionale e cognitivo del bambino... Il bambino impara ad esprimere le proprie emozioni, a dominare nuove situazioni, a conoscere se stesso e il mondo che lo circonda, sviluppa la propria gestualità, individua nuovi meccanismi di relazione e, soprattutto, impara a comunicare.

 

I disturbi del sonno più comuni dell’infanzia potrebbero trarre beneficio da una terapia con gli animali?

Non sono un medico né una psichiatra quindi non posso rispondere a questa domanda. Tuttavia, da laica, posso dire che spesso i disturbi del sonno hanno cause comportamentali e abbiamo già detto che le attività educative con l’ausilio dell’animale favoriscono il benessere psicofisico... Nel dubbio, mio figlio trascorre le sue giornate a contatto con la natura e gli animali e la notte dorme 12 ore! Sarà una coincidenza?!

 

È indicata anche nel disturbo di alcune patologie?

Si, la pet therapy è nata come aiuto nella terapia psichiatrica e poi successivamente nei pazienti con epilessia, disturbi neurologici, traumi emozionali, tratti autistici e inserita anche nei programmi educativi per i carcerati, gli anziani e negli ospedali. Ad oggi, siamo convinti che chiunque può trarre dei benefici dalla compagnia di un animale.

 

Nella quotidianità il rapporto con il cane o il gatto di casa possono rappresentare una sorta di pet therapy?

Certo! Soprattutto con il cane e con il gatto: è risaputo che il parlare con l’animale di famiglia ha un effetto calmante, non può esserci tensione né competizione, cosa che invece capita quando il dialogo è fra due persone. Nella pet therapy si vedono coinvolti soprattutto i cani e gli asini.

 

Quali sono le loro specificità? E quali altri animali sono adatti a questo tipo di terapia?

Il cane è stato il primo animale usato nella pet therapy, il che non sorprende se si pensa che è l'animale addomesticato per eccellenza. Subito dopo è stato individuato l'asino (grazie alla sua indole pacata) come ausilio per bambini con problemi neurologici, con sindrome di Down o per migliorare l'equilibrio e la deambulazione. D'altro canto, credo fermamente che non ci sia un animale per eccellenza terapeutico, basti pensare che ognuno di noi ha un proprio carattere, proprie paure o interessi, un proprio passato che ci ha formato ... Sarà normale quindi per ognuno identificarsi in un animale diverso e, da questo animale, potremmo trarre il miglior beneficio psicofisico. Naturalmente le attività che coinvolgono l’animale dovranno essere benefiche anche per lui.

 

Come si prepara un animale per la pet therapy e come viene scelto il più adatto?

Noi iniziamo l'imprinting subito allo svezzamento, così da rendere più facile il riconoscimento e l'attaccamento dell'animale nei nostri confronti. Successivamente, il carattere del soggetto ha un ruolo determinante per giudicare l'idoneità alle attività educative. Nel caso in cui l'animale sia arrivato adulto nella nostra struttura, bisogna valutarne la storia, capire il carattere per comprendere se l'esperienza del contatto diretto con persone non preparate sia nocivo o terapeutico per l'animale stesso.

(I.C.)

 

Sito web Associazione Arca dei Camaleonti: www.arcadeicamaleonti.it

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