Fratelli & Sorelle: un rapporto tra alleanza e gelosia

Competitivi, ostili, conflittuali ma anche solidali, affettuosi, uniti. Il rapporto tra fratelli è spesso polarizzato: in certi casi vanno d’amore e d’accordo, in altri lo scontro è sempre aperto. Le istruzioni per l’uso le chiediamo alla dottoressa Pamela Giglioli, dottoressa in psicologia e coordinatrice pedagogica del nido Zenzero e del nido L'isola che non c'è di Firenze.

 

Dottoressa Giglioli, la conflittualità tra fratelli pare inevitabile. Ma in che percentuale è positiva e negativa per la crescita individuale e le dinamiche familiari?

Il rapporto tra fratelli/sorelle si basa principalmente sull'amore e l’affetto che inevitabilmente generano un conflitto che sfocia talvolta in rivalità, gelosia o invidia. La conflittualità è esclusivamente positiva poiché rappresenta non solo l’opportunità di crescita dei bambini ma soprattutto il “banco di prova” nelle dinamiche tra fratelli/sorelle e nel confronto bambini-genitori.

 

Per un genitore è difficile rimanere super partes , non intervenire quando i figli litigano è complicato…

Il litigio tra figli comporta inevitabilmente l’intervento del genitore in quanto tale, non in veste di “arbitro” pronto a stabilire chi ha ragione e chi torto, bensì come “allenatore” che prepara ad affrontare e superare il conflitto. Consiglio vivamente di intervenire solo ed esclusivamente al fine di evitare che il litigio diventi violento lasciando quindi che i bambini si confrontino, esprimendo i propri sentimenti e manifestando le proprie emozioni anche se conflittuali.

 

Quando un bambino picchia il fratello o la sorella, come può essere stemperata quella rabbia?

Per aiutare i bambini a gestire in autonomia i momenti di tensione è necessario concedere loro l’opportunità di confrontarsi, esprimendo inevitabilmente gelosia e rabbia. La modalità con cui si percepisce la provocazione del fratello/sorella è importante tanto quanto la provocazione stessa nel suscitare la risposta aggressiva. Al fine di stemperare la rabbia è fondamentale che i genitori incoraggino i figli a riflettere sui motivi che hanno spinto l’altro a innescare quel sentimento che ha generato il conflitto.

 

La gelosia talvolta provoca episodi di regressione. Il bambino grande che rivuole il ciuccio come il piccino o che chiede di dormire accanto alla mamma, come in passato. Sono episodi preoccupanti?

Gli episodi di per sé non sono preoccupanti: capita spesso che i fratelli o sorelle maggiori percepiscano una forte gelosia nei confronti dei più piccoli. La gelosia può comportare aggressività e al contempo regressione del bambino più grande poiché interpreta l’amore dei genitori come rivolto esclusivamente al fratello/sorella minore.

 

”Tu ti occupi del grande e io del piccolo”. Dividersi i compiti e quindi dividersi i figli: va bene o andrebbe evitato?

Premetto che tutti i bambini sono sensibili alla modalità con cui i genitori si rapportano con loro ma ancor di più al modo in cui si relazionano ai loro fratelli o sorelle. Il “trattamento differenziato” tra fratelli favorisce il distacco tra loro, poiché non gli dà modo di crescere insieme nelle gioie e nelle difficoltà. Il miglior comportamento che i genitori dovrebbero adottare verso i propri figli è quello di dividersi i compiti in modo indifferenziato, rivolgendo ad ognuno di loro le attenzioni di cui hanno bisogno, evitando differenze.

 

E quando i fratelli (o le sorelle) crescono succede che si coalizzino contro i genitori, anche per nascondere qualche birichinata. È un’alleanza da sostenere o da smantellare?

L’alleanza tra fratelli non nasce o si consolida al fine di nascondere un’azione o un comportamento poco chiaro, bensì è sintomatica nell'ambito di una relazione familiare che si basa sul principio della solidarietà. I genitori nel momento in cui percepiscono una coalizione tra fratelli cercano di porre in atto tutte le strategie volte a scoprire cosa stia accadendo o cosa potrebbe ledere la loro figura, essendo stati esclusi a priori, oppure un’eventuale azione volta a prevenire possibili situazioni di pericolo per i figli stessi. In realtà consiglio di non intervenire a “gamba tesa” smantellando una complicità frutto di affetto e condivisione ma di sostenere la coalizione, anche se “clandestina”, poiché preziosa ed irrinunciabile in alcune fasi della crescita come base di una solida unione futura.


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