Al nido non ci torno!

Ecco che l'estate è finita, in un attimo! Gli adulti tornano a lavoro e i bambini all'asilo. Per chi ha già fatto l'inserimento l'indipendenza è un fatto acquisito eppure, dopo un lungo periodo d'assenza, bisogna mettere in conto qualche rifiuto o capriccio.

Claudia De Giglio, psicologa dello sviluppo della Cooperativa Gialla, ci dà qualche suggerimento su come rendere sereno il rientro dei più piccini..

 

Durante le vacanze i bambini hanno goduto a tempo pieno dei genitori. Anche se conoscono la scuola e le educatrici, il rientro genera un po' di stress. Come si possono aiutare i piccoli ad alleggerire l'inizio?

Ogni cambiamento comporta un periodo di adattamento e non tutti i bambini reagiscono allo stesso modo. È comprensibile che dopo un lungo periodo a contatto solo con l’ambiente familiare, risulti difficile rientrare in un contesto che, per quanto confortevole, non sia casa. Può accadere che si ripresenti il rifiuto iniziale di tornare al nido, tipico dei primi giorni d’inserimento. L’importante è rassicurare sempre i bambini, parlare con loro, mostrarsi sereni ed in grado di accogliere le loro paure.

 

Dottoressa, di cosa ha bisogno il bambino in questi primi giorni di ri-adattamento?

Il bimbo ha bisogno di assimilare il cambiamento un poco per volta, ma ci sono diversi fattori che possono facilitare questo processo. Sicuramente ritrovare gli stessi spazi e lo stesso personale educativo potrebbe aiutare il bambino a ri-adattarsi velocemente. Anche riproporre, per quanto possibile, le stesse routine del nido a casa e non introdurre grosse novità nello stesso periodo dell’inserimento all'asilo, come togliere il ciuccio o il pannolino oppure cambiare l’alimentazione ecc. I bambini si adattano ai cambiamenti in modo graduale ed è meglio che ne sia stato completamente assimilato uno prima di introdurne un altro.

 

I genitori (lavoro permettendo) dopo il rientro del figlio a casa come potrebbero prolungare i benefici dell'estate che sta finendo?

Con l'estate, la routine del nido è andata persa. Sarebbe opportuno prima del ritorno all'asilo, aiutare il bambino a riprendere i suoi ritmi abituali: ora del risveglio e della nanna, ora di cena ecc. Al tempo stesso far trascorrere al piccolo pomeriggi di gioco all'aria aperta o attività con i genitori, anche a scuola iniziata, può aiutare il bambino ad acquisire autonomia e serenità.

 

Se dopo i primi giorni di ripresa il bimbo continua a patire questo cambiamento che bisogna fare?

È importante che ognuno eserciti il proprio ruolo: all'educatore quello di conduzione dell'esperienza nido, al genitore quella di mediatore rassicurante tra le due diverse realtà del bambino, appunto la famiglia e il nido. Entrambe le figure sono punti di riferimento per il piccolo e se il bimbo percepisce un clima rassicurante piano piano si adatterà al cambiamento. Per portare a buon fine l’ambientamento e far sì che il bambino si senta al sicuro, si deve instaurare un clima sereno e di totale fiducia reciproca tra genitori ed educatrice, oltre che fra questa e il bambino.

 

Il piccolo è naturalmente dispiaciuto del distacco da mamma e papà. Il pianto all'apparenza inconsolabile crea qualche agitazione anche nel genitore. Ci dia un consiglio per alleggerire questo rientro anche agli adulti...

Non ci sono regole precise che valgano per tutti tanto meno tempistiche esatte, ma in linea di massima i bambini si adattano facilmente alle novità quando le percepiscono come ‘buone’ e ‘sicure’. Spesso l’inserimento al nido è più difficile per i genitori che per i bambini. Gli adulti dovrebbero pensare che stanno portando il figlio in un posto sicuro, dove starà con educatrici esperte, si divertirà con altri bimbi, crescerà. Per questo, il dialogo costante con il personale educativo può rassicurare i genitori. Conoscere le routine del nido, le attività, i giochi, sapere come il piccolo reagisce alle attività proposte in aula se, dopo un normale pianto al momento del distacco, il bambino si lascia coinvolgere nelle attività e trascorre serenamente il resto della giornata, sono informazioni importanti che rendono partecipe il genitore alla quotidianità del figlio.

(I.C.)


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