Allergie e intolleranze al latte: cosa fare?

Quali sono i sintomi e le differenze tra un'intolleranza e un'allergia.

È in crescita il numero dei bambini che soffrono di allergie o intolleranze al latte vaccino. Il passaggio dal seno materno al biberon con le polveri artificiali è spesso causa di malesseri e disturbi talvolta assimilabili ad altre cause, come le sindromi influenzali.

Ma come si capisce quando è davvero colpa del latte e derivati?

La dottoressa Francesca Naimo, nutrizionista della Cooperativa Gialla, ci aiuterà a fare chiarezza.

 

 

Dottoressa Naimo, per prima cosa qual è la differenza tra allergia e intolleranza?

Per definizione, l'intolleranza è una reazione non immuno-mediata e comprende deficit enzimatici (nell'intolleranza al latte manca l'enzima chiamato lattasi), metabolici e l'intossicazione da alimenti. È importante sottolineare che una reazione d'intolleranza è proporzionata alla quantità di alimento ingerito e le complicazioni sono circoscritte al tratto gastro-intestinale. L'allergia invece, è una reazione scatenata da un meccanismo immunologico, e può essere di due tipi: immuno-globulina mediata e non mediata. Questo tipo di reazione può causare manifestazioni sia sistemiche sia localizzate, limitate al sistema respiratorio, al tratto gastro-intestinale e a livello cutaneo. La complicanza più grave della reazione allergica è lo shock anafilattico.

 

E i sintomi quali sono? Sono simili in entrambi i casi?

L'intolleranza al latte è un disturbo che insorge dopo l'assunzione di lattosio in individui che manifestano una carenza di lattasi con sintomi come flatulenza, gonfiore e dissenteria. L'allergia al latte vaccino, invece, è un disturbo molto diffuso nei bambini, poiché possiedono una maggiore permeabilità intestinale rispetto agli adulti. Poi con la crescita la tollerabilità a quest'allergene per fortuna migliora in modo considerevole. I sintomi siamo in molti a conoscerli e vanno dalla diarrea ai dolori addominali al vomito, elemento quest'ultimo che permette di differenziare la diagnosi dall'intolleranza al lattosio.

 

Allergie e intolleranze sono disturbi con cui si nasce?

Non sempre. In certi casi possono anche manifestarsi qualche tempo dopo la nascita.

 

Se il bambino è allergico o intollerante ad una molecola contenuta in più alimenti, bisogna toglierli tutti dalla dieta o esiste un compromesso?

Data la pericolosità delle reazioni allergiche, è comunque consigliato escludere dalla dieta tutti i tipi di latticini. Se invece parliamo di intolleranze vengono esclusi inizialmente gli alimenti che contengono l’allergene e dopo un breve periodo reintrodotti con gradualità.

 

Ad esempio il Parmigiano può essere consumato anche in caso di intolleranza o allergia al latte?

Il Parmigiano Reggiano non contiene né lattosio né galattosio. Nelle ore immediatamente successive alla caseificazione avviene un rapido sviluppo di lattobacilli, che fermentano tutto il lattosio presente nella cagliata in circa 6-8 ore. Anche il galattosio, che si forma dal lattosio, viene metabolizzato rapidamente e nel giro di 24-48 ore scompare completamente. Si tratta quindi di un alimento perfetto per tutti gli intolleranti al lattosio. Infatti, scegliendo un Parmigiano stagionato 30 mesi o più, non si corrono rischi. Più che altro bisogna fare attenzione ai formaggi freschi (mozzarelle, certosini e crescenze) essendo formaggi non stagionati contengono sempre il lattosio, da evitare in caso di intolleranze.

 

Un problema con il latte artificiale o i latticini più in generale può interferire con il sonno?

Bere latte nelle ore serali non migliora la qualità del sonno, anzi. Diciamo pure che assumere del latte prima di andare a dormire è assolutamente sconsigliabile, soprattutto per i soggetti gastro-sensibili o affetti da altri disturbi del tratto digerente superiore.

 

Si può guarire da un’allergia o intolleranza ai latticini?

Si può guarire in entrambi i casi. E’ stato dimostrato che anche l’allergia è reversibile e non solo quella relativa al latte. Ogni persona dalla nascita possiede un profilo alimentare ben preciso che può essere “allenato”.

 

Oggi, dopo una certa età, soprattutto per gli adulti, il latte sembra diventato un alimento tabù. Questo perché?

ll latte è l’alimento che la natura offre per i primi mesi di vita dell’uomo e di ogni altro mammifero.

 

Ma fa bene continuare a berlo anche da adulti?

È in corso una vera e propria diatriba sugli effetti positivi e negativi che questo alimento può avere sulla salute. I detrattori lo accusano di favorire la produzione di muco, di causare allergie, alcuni persino il cancro. Altri sostengono che provochi gonfiore o faccia ingrassare. Per fare chiarezza, il Cra-Nut (Consiglio per la Ricerca e la sperimentazione in Agricoltura), ha presentato uno studio che dimostra tutti i benefici del latte all'interno di una sana e corretta alimentazione. Questo studio dimostra che il consumo regolare di latte e derivati nelle quantità raccomandate costituisce un fattore protettivo nei confronti di osteoporosi, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e persino alcuni tipi di cancro. Inoltre chi consuma ogni giorno una quantità adeguata di latticini nel lungo periodo prende meno peso (circa la metà) rispetto a chi ne consuma di meno. La ricerca riporta anche i dati di uno studio francese durato alcuni anni che ha rilevato una minor incidenza di mortalità in chi seguiva una dieta bilanciata, ricca di frutta, verdura, cereali, latte e derivati. Il calcio, poi, gioca un ruolo importante nella prevenzione dell’obesità: favorisce la lipolisi, ossia la degradazione dei grassi della cellula, aumentandone l’escrezione. Negli anziani il latte contribuisce alla salute dei muscoli ed è un alimento perfetto anche per gli sportivi: oltre che reidratare l’organismo permette di recuperare le riserve energetiche e ripristinare le proteine muscolari danneggiate.

 

Perché, allora, diverse persone sono convinte che faccia male?

Oltre alle motivazioni etiche più o meno condivisibili, alcuni lo ritengono incompatibile con determinati gruppi sanguigni: opinioni quest’ultime prive di fondamento scientifico. Quanto a chi ritiene di avere problemi digestivi, oggi è possibile assumere i benefici nutrizionali del latte nella forma a ciascuno più gradita: dal latte con ridotto contenuto di grassi o lattosio, allo yogurt ai formaggi stagionati a lungo. Più in generale si assiste ad un boom di allergici e intolleranti, dai più piccoli ai più grandi.

 

C’entra qualcosa l’alimentazione moderna? E perché?

Allergie e intolleranze alimentari sembrano essere diventate frequentissime negli ultimi anni, negli adulti come nei bambini, ma nella maggioranza dei casi il fenomeno è legato a diagnosi non corrette o ad autodiagnosi. Circa il 20% della popolazione ritiene di esser affetto da una allergia o da un’intolleranza alimentare, ma in realtà solo nel 10-20% di questi casi il sospetto viene confermato in seguito ad un corretto iter diagnostico. I veri allergici, nella popolazione pediatrica, non superano il 5-10%. E comunque un’alimentazione varia ed equilibrata, basata su prodotti freschi e di stagione, con un consumo limitato di cibi industriali o troppo lavorati, ci aiuta a mantenere un buono stato di salute.

(I.C.)


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