Allattare al seno, un gesto d'amore per mamma e bambino

Questa è la settimana mondiale dell’allattamento al seno. Per la salute dei più piccoli l'Unicef e l'Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomandano, quando possibile, l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita. Eppure questo gesto pieno d’amore e tenerezza non è sempre facile o possibile. I primi ostacoli posso demoralizzare e passare al biberon è un attimo.

Francesca Casadei, ostetrica della Cooperativa Gialla, ci dà qualche suggerimento su come prevenire o risolvere le difficoltà legate all'allattamento.

 

 

“Chissà se avrò latte...” è la prima domanda che la futura mamma si pone. Dottoressa, sembrerebbe che avere il latte sia una casualità. È così?

Allattare è una capacità fisiologica innata nei mammiferi, ma sempre più spesso le neo mamme non allattano proprio perché manca il latte. La produzione del latte è un meccanismo che si innesca subito dopo il parto. La “capacità” di averne a sufficienza può essere legata a due fattori: la cattiva gestione dell’allattamento (è importante affidarsi al supporto di persone competenti che devono accompagnarvi in questo percorso) o un’anomalia della ghiandola mammaria e della sua funzione. In sintesi direi che non tutte le mamme hanno il latte ma la maggior parte sì.

 

Cosa bisogna fare per avviare subito e bene la produzione di latte?

L’unico modo è attaccare correttamente al seno il neonato, immediatamente dopo la nascita. Non esistono altre maniere.

 

Esiste una dieta mirata a produrre più latte possibile? E quali cibi andrebbero invece evitati?

La buona e costante suzione del bambino è il metodo migliore per produrre latte in maniera regolare. Durante la suzione si innescano dei meccanismi fisiologici stimolanti la produzione del latte, grazie alla sintesi di 2 ormoni fondamentali: la prolattina e l’ossitocina. Esistono degli alimenti che possono alterare il sapore o la digeribilità del latte, ma non la quantità.

 

Se il neonato piange perché il latte della mamma non è sufficiente, viene spontaneo prendere il biberon e partire con “l'aggiunta”. È un errore oppure no?

In linea generale non è un errore -ovviamente tutte le mamme vogliono veder crescere ogni giorno il proprio bambino- ma esistono innumerevoli motivi legati al pianto del neonato anche a fine poppata. Fondamentale è capirne le motivazioni. Spesso la fuoriuscita di latte troppo veloce o troppo lenta potrebbe essere tra le prime cause (sia se allattato naturalmente che artificialmente).

 

Quante volte al giorno deve essere allattato un bimbo e come si capisce se ha mangiato a sufficienza?

Soprattutto nei primi mesi di vita allattare a richiesta è importante. Il neonato si autoregola e la frequenza nelle 24 ore dovrebbe essere di 8/12 poppate. In linea di massima affinché si inneschi un buon equilibrio durante l’allattamento sono fondamentali alcune accortezze, soprattutto all'inizio:

  • un ambiente sereno e intimo
  • attaccare correttamente al seno il piccolo
  • poppate a richiesta
  • se necessario chiedere aiuto (è fondamentale)

Il pediatra raccomanda di allattare al seno almeno i primi 6 mesi di vita del bambino. Volendo si può continuare anche dopo. Ma come si smette di allattare?

Il latte materno è l’alimento per eccellenza proprio per la sua composizione: nutrienti fondamentali, digeribilità, potenziamento del sistema immunitario. La composizione del latte cambia nel corso del tempo. Una madre può allattare anche oltre i 6 mesi ma smettere di allattare non è semplice: è una fase di distacco e transizione ma assolutamente naturale e fisiologica. Nel tempo cambiano le esigenze di madre e figlio e ognuno, grande o piccolo che sia, ha necessità di un periodo assolutamente individuale per affrontare e superare ogni fase di crescita e cambiamento.


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