Bambini e tecnologia, l'importante è non esagerare

Nonostante i tablet e gli smartphone, la televisione rimane la baby sitter per eccellenza, almeno per i più piccini. Chi l’avrebbe detto? Eppure, secondo uno studio americano pubblicato sul mensile di pediatria Jama Pediatrics, i bambini sotto i 6 anni passano la maggior parte del tempo guardando la tv. E se 17 anni fa i piccini stavano alla televisione un'ora e mezza al giorno, oggi quel lasso di tempo è raddoppiato, arrivando fino a 3 ore giornaliere. Un dato raccolto in America si potrebbe obiettare ma, anche nel nostro Paese, stando a qualche statistica passata, i numeri si avvicinano a quelli statunitensi.

 

Insieme a Claudia De Giglio, psicologa della Cooperativa Gialla, cerchiamo di capirne di più.

 

Perché i bambini sono così affascinati dalla tv e dagli altri strumenti tecnologici?

I bambini oggi sono nativi digitali, crescono circondati da strumenti tecnologici. Li vedono utilizzare dagli adulti di riferimento riuscendo a memorizzare ogni gesto, per poi essere capaci, in un secondo momento, di riprodurre quel gesto preciso per far funzionare il device. Poter governare questi oggetti con il semplice uso delle dita sul display, assume una connotazione quasi magica agli occhi dei bambini, nonché estremamente intuitiva avendo la possibilità di rappresentare la realtà attraverso la gestualità. Infatti i primi tentativi di esplorare il mondo da parte dei bambini, avviene proprio a livello tattile, esattamente la stessa modalità di interazione che prevedono i nuovi device e che rendono, di conseguenza, i bambini stessi dei potenziali utenti. Anche gli stimoli luminosi e sonori, i colori vivaci e le immagini accattivanti, attirano l’attenzione dei bambini.

 

Da che età si può far vedere la televisione ai bambini?

Bisognerebbe evitare di mettere i bimbi davanti a uno schermo almeno fino ai 4 anni. Ad esempio i piccoli di 12-24 mesi hanno difficoltà a comprendere in modo accurato le informazioni trasmesse dai video: si parla di ‘video deficit effect’ per descrivere, a livello psicologico, la difficoltà dei bimbi nel decodificare cartoni e prodotti multimediali in genere. Grande attenzione deve essere posta nei contenuti proposti, che devono essere il più possibile aderenti alle capacità interpretative dei bambini. Comunque, i piccini tra i 12 e i 24 mesi, non dovrebbero, stare più di 15-20 minuti al giorno davanti allo schermo. L'Australia ad esempio, ha scelto di proteggere i piccoli di età inferiore ai 2 anni, vietando l’utilizzo della tv a causa dei danni che può procurare.

 

Nell'arco di una giornata, i bambini quanto tempo possono guardare la televisione?

L’indicazione lanciata dall'American Academy of Pediatrics in base ai tanti studi è: “Non più di due ore al giorno davanti alla televisione o allo schermo di un computer”. L’ultimo di una lunga serie pubblicato dalla rivista Pediatrics, una delle più autorevoli del settore, ha mostrato che il numero di ore trascorse di fronte a un monitor è direttamente correlato a problemi di natura comportamentale.

 

Dottoressa, quali sono i rischi per un bambino che passa troppe ore davanti a uno schermo?

I minori corrono rischi quando passano tanto tempo, in solitudine, guardando trasmissioni e spettacoli che possono turbarli e influenzarli negativamente. Occorre considerare che, comunque, un uso eccessivo della tv, anche indipendentemente dal tipo di programma, riduce il tempo dedicato alla creatività, alla relazione coi coetanei e gli adulti, alla lettura e all'attività ludica. Purtroppo molti genitori utilizzano smartphone, tablet o tv per impegnare i propri figli anche per molte ore al giorno per “farli star buoni”: un modo per niente sicuro e non funzionale ad una corretta educazione. Si tratta di una fruizione per lo più passiva, poco stimolante, che porta il bambino a rischi di isolamento e che limita attività fisiche e di socializzazione, di fondamentale importanza per la sua crescita. Se i programmi televisivi fossero visti insieme (co-viewing), se fossero l'occasione per una relazione coi genitori, la loro funzione potrebbe non essere lontana da quella dei libri o della musica.

 

Smartphone, tablet, tv…sono device presenti ormai in tutte le nostre case. Ma qual è il più dannoso?

Come per tutte le cose, l’esagerazione può essere nemica. Questo discorso vale anche per la tecnologia ovviamente e, in particolar modo, se riguarda la dipendenza. Sicuramente nei bambini sotto i 24 mesi sarebbe opportuno limitare il più possibile l’utilizzo di strumenti digitali. In generale è importante tenere i piccoli sempre sorvegliati e monitorare il tempo passato davanti ai device: tablet e smartphone non sono il surrogato di una baby sitter o un modo per tenere calmi i bambini. In secondo luogo, è altrettanto importante coinvolgere i piccoli in attività diverse, alternando momenti virtuali ad altri reali: riscoprite il bellissimo mondo dei giochi manuali con costruzioni e puzzle o leggete un libro stimolando l’interazione tra genitori-figli e tra i bambini e i coetanei.


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