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Vinovo: inaugurato il nuovo nido comunale “A Piccoli Passi”. Ecco il progetto educativo di Coop Gialla, ente gestore del Nido

La nuova struttura è ora pronta a ospitare 60 bambini in quattro sezioni distinte, tra lattanti e divezzi


A seguito di un bando di gara internazionale, la nostra Cooperativa Sociale Gialla ha ricevuto l’affidamento della gestione del nuovo Nido d’infanzia “A Piccoli Passi” del Comune di Vinovo (To).

Con una cerimonia pubblica, che si è tenuta venerdì 29 agosto, la struttura è stata inaugurata dalla Sindaca, Maria Grazia Midollini, che ha chiamato a presenziare l’assessore regionale Maurizio Marrone, l’ex sindaco Gianfranco Guerrini, che per primo ha posto le basi del progetto, e l’assessore alla scuola, Elena Giordano.

I progettisti e l’impresa di costruzioni

Il nuovo edificio, progettato per rispondere prioritariamente all’esigenza del territorio di ampliare l’offerta formativa nella fascia d’età 0-3 anni, è stato progettato dallo Studio Associato Settanta7 e realizzato, in poco meno di due anni, dall’Impresa Ingegneria Costruzioni Colombrita srl.

Un progetto che si distingue per la presenza di un unico piano fuori terra, senza barriere architettoniche in una metratura di 650 metri quadrati che si articolano in una forma organica, impostata su linee curve, in cui gli spazi non si limitano a rispondere a criteri architettonici.

«L’architettura scolastica non è solo una questione di spazi, ma di relazioni: con il territorio, con la natura, con il tempo della crescita – precisano i progettisti di Settanta7. – Il nostro obiettivo era dare forma a un nido che unisse qualità pedagogica, sostenibilità e apertura al contesto urbano».

Fondamentale importanza è stata attribuita agli spazi esterni dedicati all’attività dei bambini all’aperto. L’ampia area verde che accoglie l’edificio (ospitato alle spalle dell’ex Cottolengo, in un’area di oltre 4.800 metri quadrati) è provvista anche di un parcheggio riservato alle famiglie.

Il Comune di Vinovo

«Il nido ospiterà fino a 60 bambini, per una capienza doppia rispetto alla precedente struttura, suddivisi in quattro sezioni: una per i lattanti dai tre ai dodici mesi d’età, caratterizzata da ambienti raccolti, accoglienti e protetti, pensati per garantire maggiore tranquillità; e tre per i divezzi dai 12 ai 36 mesi, ove i bambini più grandi dispongono, a loro volta, di spazi più ampi e articolati, che rispondono alle loro crescenti esigenze di autonomia, movimento e socialità» precisa la prima cittadina, Maria Grazia Midollini, che sottolinea anche la cifra caratteristica di questo nido: la fiducia.

«Fiducia nelle famiglie, che qui troveranno un supporto concreto; fiducia nei bambini, che in questi spazi potranno crescere liberi e sereni; fiducia nelle educatrici e negli operatori che con grande senso di responsabilità e passione accompagneranno i nostri piccoli concittadini nella crescita, supportando le famiglie a promuovere lo sviluppo cognitivo, affettivo e sociale dei piccoli; in un sistema educativo mirato allo sviluppo dell’autonomia e della fiducia in se stessi, in un ambiente al contempo protettivo e stimolante e all’integrazione in un contesto sociale diverso da quello familiare, nella scoperta del mondo e nella fiducia nella comunità».

Speranza è invece la cifra caratteristica delle parole dell’assessore regionale, Maurizio Marrone che sottolinea l’importanza del sostegno alla natalità e alle famiglie in un territorio in cui la media dei figli oscilla tra 1,18 e 1,20 per famiglia. Un territorio in cui molte coppie hanno figli e devono misurarsi con i costi dell’istruzione e delle attività educative. «In un panorama in cui entrambi i coniugi lavorano – rileva l’assessore Marrone, – i servizi offerti alla comunità diventano fondamentali e decisivi».

E la speranza si fa già realtà, grazie all’impegno della Regione Piemonte che – comunica con orgoglio e tempestività l’assessore Marrone – ha già programmato lo stanziamento di 30 milioni di euro in aggiunta ai fondi già donati per i servizi socio assistenziali.  

Si tratta del voucher Vesta, per un importo annuale che può raggiungere i 1.200 euro a famiglia in base al valore Isee e che le famiglie potranno richiedere a partire dal 20 settembre 2025 sulla piattaforma vestapiemonte.it.

Noi di Coop Gialla raccogliamo l’invito alla divulgazione della notizia lanciato dall’assessore regionale, in vista dell’atteso “click day” del 20 settembre. Qui tutte le informazioni a cura della Regione Piemonte

La metodologia educativa di Coop Gialla

Nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione, Cristina Testa, psicologa e supervisore pedagogica per i nidi di Coop Gialla, sottolinea l’importanza che viene data alla centralità del bambino nel processo educativo e ai valori fondanti della partecipazione, dell’accoglienza e del rispetto dell’unicità di cui ciascuno è portatore.

Ciascun bambino, con la sua unicità, deve essere al centro dell’azione educativa, secondo il modello di Coop Gialla; un modello esteso e applicato nelle oltre 100 nostre strutture educative per la prima infanzia, dislocate – caso esclusivo in Italia – in dodici regioni, lungo tutto il territorio nazionale.

Grazie a questa presenza, che ormai possiamo definire capillare, in territori diversi, ciascuno con le sue caratteristiche peculiari, la Cooperativa sociale Gialla ha strutturato negli anni un sistema di rete convalidato e aperto a nuove realtà sociali e territoriali.

«Un lavoro a rete che mette in primo piano il bambino come soggetto di per sé già capace e competente, portatore di valori e di diritti, in un contesto preparato ad hoc per lui – precisa Cristina Testa. – Al bambino come primo elemento, seguono, nell’importanza centrale della vita educativa, la famiglia che chiamiamo all’appello e, al contempo, supportiamo in un costante lavoro di co-educazione e compartecipazione e il territorio. Lavorare a stretto contatto con i bambini e con le famiglie significa anche tener conto del territorio, dell’ambiente in cui il bambino vive e quindi creare una rete di rapporti con gli enti sociali, le Aziende Sanitarie Locali, i centri anziani, le strutture sportive».

«La metodologia che Coop Gialla vuole portare anche qui, a Vinovo, tiene conto di due aspetti: la psicologia familiare, cioè il sistema di relazioni da cui il bambino proviene e la pedagogia, secondo le sue più accreditate teorie e gli spunti più innovativi del panorama mondiale. Teorie che assegnano all’educatore un ruolo centrale quanto quello del bambino. L’educatore è il “regista” che permette al bambino di essere attivo all’interno di una struttura dove può mettere in atto le sue competenze in autonomia, attraverso la sua creatività e le esperienze proposte».

Il progetto educativo 2025/2026

L’intervento si conclude con un accenno al Progetto educativo 2025/2026 che «come è ormai consuetudine nei nidi di Coop Gialla si rifà ai principi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite che, finalmente, riconosce i bambini della fascia 0-6 anni come portatori del diritto all’istruzione. Tutte le équipe dei vari nidi in Italia lavoreranno quest’anno su un argomento che parte dall’importanza della psicomotricità, come argomento propedeutico a quella che per loro sarà in futuro l’importanza dello sport. Sport inteso come superamento della diversità, sviluppo dell’abilità sociale, dell’abilità linguistica, dell’abilità creativa».

«Le educatrici avranno quindi cinque/sei date in comune con le équipe di tutta Italia, così da fare rete anche sulle attività da proporre ai bambini e alle famiglie. Famiglie che parteciperanno attivamente – genitori, nonni – così da vivere insieme ai bambini l’esperienza di alcune giornate all’interno del nido. Ovviamente, ogni nido svilupperà poi il tema liberamente, tenendo conto delle caratteristiche e delle esigenze del proprio territorio».

Il video della giornata di inaugurazione